E TU QUALE OCCHIALE PORTI …?

C’era una volta un vecchio saggio seduto all’ingresso di una città del medio-oriente. Un giovane gli si avvicinò e gli domandò: “non sono mai venuto da queste parti, come sono gli abitanti di questa città?”

L’uomo rispose con una domanda: “com’erano gli abitanti della città da cui venivi?” “Egoisti e cattivi, per questo sono stato contento di partire da là” rispose il giovane.

“Così sono gli abitanti di questa città” rispose il saggio.

Poco dopo un altro giovane si avvicinò all’uomo e gli pose la stessa domanda. “Sono appena arrivato in questo paese, come sono gli abitanti di questa città?”.

L’uomo rispose con la stessa domanda di prima: “Come erano gli abitanti della città da cui vieni?”. “Erano buoni, generosi, ospitali, onesti, avevo tanti amici ed ho fatto molta fatica a lasciarli” disse il giovane. “Anche gli abitanti di questa città sono così” rispose il vecchio saggio.

Un mercante accanto a loro aveva udito le conversazioni e quando il secondo giovane si allontanò si rivolse al vecchio e gli disse che non era stato corretto a dare ad entrambi una risposta diversa, alla medesima domanda.

“Figlio mio” rispose il saggio “Ciascuno porta nel suo cuore ciò che è”. Chi non ha trovato niente di buono nel suo passato non troverà niente di buono neanche qui, mentre al contrario colui che aveva degli amici leali nell’altra città li troverà anche qui. Perché, vedi, ogni essere umano vede negli altri quello che è nel suo cuore”.

Avete mai fatto caso che spesso nella vita ci guardiamo attorno e ciò che vediamo ci piace poco?

Spesso focalizziamo la nostra attenzione sulle situazioni più critiche e notiamo solo gli aspetti negativi.

Quando qualcuno ci domanda come stiamo, rispondiamo con una tiritera di lamentele oppure tendiamo ad evidenziare le cose che non vanno. Quanto di positivo e bello, viene lasciato in secondo piano e ci sembra poco opportuno evidenziarlo. Abbiamo quasi timore di riferire agli altri il nostro benessere.

Così facendo creiamo agli occhi nostri e degli altri la NOSTRA realtà, frutto delle percezioni che abbiamo deciso di manifestare e di dare importanza. Siamo noi che decidiamo quali percezioni scegliere, quali sentimenti, emozioni e pensieri.

Tramite le percezioni, che abbiamo deciso di fare nostre, diamo un nome alle informazioni che entrano dall’ambiente circostante.

E’ come se indossassimo degli occhiali con lenti colorate. Le informazioni che ci arrivano dall’esterno, alcune si manifestano alla nostra consapevolezza ed attenzione, altre vengono registrate inconsciamente e vengono immagazzinate nei livelli più profondi della coscienza.

E’ come se il colore delle lenti, che filtrano le nostre percezioni, rappresentino le nostre idee e convinzioni, i nostri desideri e sentimenti ed è per questo che può accadere che le persone, pur indossando occhiali uguali, guardino allo stesso problema o comportamento e ne ricavino percezioni diverse, a seconda del colore della lente che hanno voluto dargli.

Noi tendiamo quindi a comportarci secondo le percezioni raccolte, utilizzando schemi di pensiero spesso ripetitivi e che interpretano la realtà spesso nello stesso modo.

La realtà che ci appare è solo nostra ed è frutto di ciò portiamo nel cuore, del nostro vissuto e delle nostre esperienze. E’ così che la realtà di chi ci sta vicino è frutto di ciò che porta nel suo cuore e nella sua mente.

Esserne consapevoli e lavorare con se stessi per cambiare gli schemi di pensiero e comportamento, aiuta a migliorare i rapporti con se stessi e con gli altri.

Durante i nostri corsi affrontiamo frequentemente questo tema ed aiutiamo le persone a “vedere con l’occhiale giusto”.

Per info www.iopertecoach.com/corsi

1 commento
  1. Teresa Zappoli
    Teresa Zappoli says:

    Sono perfettamente d’accordo. Dobbiamo mettere gli occhiali della gioia ogni mattina, perché è una nuova possibilità che la vita ci dà per amare. Con stupore e meraviglia guardo l’alba di ogni giorno, che compie il miracolo nel mio cuore.

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